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Girovago

Girovago

Il girocollo ” Girovago “.

Il girocollo Girovago nasce da una strana coincidenza. Alla base di tutto vi è un viaggio in Cina. 
Un giorno, un carissimo amico d’infanzia mi chiede, hai voglia di venire a fare un giro in Cina? 
Dapprima lo guardo un po’ meravigliato ma quando un amico Vero ti chiede una cosa che sembra assurda le dai senso e rispondi di si. 
E’ iniziato così, quasi per gioco o per scherzo e ci siamo ritrovati in aereo. Del viaggio in aereo ricordo solo quello che ho visto dal finestrino dopo un lungo sonno. Eravamo ormai nei pressi di Pechino quando da lontano, nel cielo sopra la città, potevo vedere solo una enorme nuvola nera. Il mio vicino di posto, visto il mio stupore mi dice che è normale, quella nuvola è lo smog e la schifezza che riempie l’aria oscurandola fino a renderla irrespirabile. Bene! Era proprio in sintonia con i viaggi che amo, quelli in paesi incontaminati dove la natura la fa da padrona. Ma tant’è, ormai era troppo tardi per cambiare idea.
Pechino è stata la nostra prima tappa. Magica e ricca di storia dalle architetture tanto diverse. 
La Città Proibita, il Palazzo d’estate, il Tempio del cielo i Templi della Terra, del Sole e della Luna sono imperdibili ed indimenticabili, intrisi di storia e di fascino puro.
Ci si ritrova catapultati indietro nel tempo e tutto sembra cristallizzato ed immutato.
La tappa alla grande muraglia è d’obbligo. Bellissima e maestosa. Impressionanti sono le dimensioni e le difficoltà tecnico-costruttive affrontate per erigere una tale enorme opera. Il respiro di lontane battaglie è tuttora presente e mi ha piacevolmente impressionato.
Xian, con l’esercito dei guerrieri in terracotta è magico.
Hong Kong, quando la visitai non era ancora cinese.
Macao è come tornare a casa, ha il sapore di un vecchio borgo della vecchia Europa.

Shanghai è enorme, caotica e piena di vita. Molto diversa da quella che immaginavo. E’ come trovarsi in una simil-copia di New York.
Quanzhou dall’enorme porto commerciale è una delle tante mega-città cinesi, caotiche, smoggose con decine di migliaia di piccoli cinesi in bicicletta.
Una brevissima parentesi sul cibo la devo fare; basti pensare che tutto ciò che vola, cammina e striscia si mangia. Si, scarafaggi, scorpioni, formiche e vermi,cavallette, cani, gatti, zampe di gallina e serpenti inclusi. Il loro piatto preferito è il cervello di scimmia servito ancora caldo.
Non mi sono fatto mancare quasi nulla, ma di questo non ne sono fiero e sicuramente non avrei più il coraggio di ripetere i vari assaggi consigliati.
Il viaggio di ritorno è stato un lungo e profondo sonno.
Sono a casa e penso a quest’ultima strana vacanza, così diversa da tutte le altre. In fondo, quello che ho visto della Cina mi è piaciuto e sicuramente mi ha arricchito di esperienze, scorci di vita che non avrei mai immaginato. Prendo l’atlante e cerco le città che ho visitato segnandole con un pallino ed unendole con una linea.

Così facendo ricostruisco visivamente, sulla carta geografica, l’iter del viaggio e la posizione delle città visitate.
Guardo quello che ho disegnato e non vedo pallini e linee ma, perle e filo d’oro. Per meglio spiegarmi, i pallini sono diventati delle perle ed il tragitto del viaggio, la linea tracciata dell’itinerario, la immagino ricoperta di diamanti. 
Sarà stato il get lag ancora in essere, saranno stati gli incantevoli templi della cultura cinese, o forse la fantasia ha molto lavorato, ma così è andata. 
Quel disegno fatto a memoria del viaggio si è trasformato in un girocollo intorno ad un collo fantasma mosso dal vento che si respira sulle sponde del Fiume Giallo, il più grande fiume della Cina.
L’ho chiamato “ Girovago “ e questo è il girocollo.

Alberto Cotogno
Scultore e disegnatore di gioielli