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	<title>Cotogno Gioielli</title>
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		<title>Cupido</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 15:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi piace pensare che tutti, in differenti fasi della vita, ci siamo trovati nella stessa situazione. Ti ritrovi con il telefono in mano[…]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"> Anello &#8221; Cupido &#8221; </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piace pensare che tutti, in differenti fasi della vita, ci siamo trovati nella stessa situazione.<br>Ti ritrovi con il telefono in mano e non sai se chiamare… ti chiedi se è il momento giusto, o se forse è troppo presto, o è troppo tardi… cosa dovrei dire e quali parole dovrei utilizzare… devo aspettare ancora ed è meglio dormirci su… mi sarà impossibile prendere sonno se prima non avrò telefonato?<br>Quante volte, e siamo in molti, ci siamo confrontati con questi dubbi?<br>Solitamente sono domande che sorgono in età adolescenziale ma potrei dire, parlando di esperienze di amici in età non più giovanissima, che molti se le pongono ancora.&nbsp;<br>Trovo questo molto bello, significa che quando il cuore batte forte c’è vita.&nbsp;<br>Per fortuna, a risolvere questi dubbi ed a darci buoni consigli vi è una (persona) molto particolare.<br>Sto parlando di un Angioletto, chiamato da tutti gli innamorati del mondo per risolvere i problemi di cuore. Probabilmente tutti lo conoscete e sono sicuro che tutti almeno una volta nella vita avete avuto con lui una conversazione. E’ sempre indaffaratissimo, credo che lavori di giorno e di notte per realizzare i desideri di molte persone. E’ conosciutissimo, è armato di arco e freccia, è paffutello e si chiama &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..Cupido.<br>Molte volte anch’io gli ho rotto le scatole e lui, fortunatamente, spesso mi ha aiutato.&nbsp;<br>Come molte altre persone al mondo lo devo ringraziare perché riconosco che il suo mestiere lo sa fare molto bene.<br>Ecco perché l’idea di rappresentare un Angioletto in un gioiello.<br>E’ un piccolo ringraziamento ad un Amico speciale che, in differenti fasi della vita, molto mi ha ascoltato ed aiutato.&nbsp;<br>Questo è l’anello “ Cupido “.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca. La testa dell’ Angioletto è rappresentata da una stupenda perla di Tahiti qualità Poe Rava. Il corpo paffutello e le alucce stilizzate sono in oro bianco interamente ricoperte da bellissimi e lucenti brillanti bianchissimi.</p>
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		<title>Molecole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 15:11:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi sono alcuni incontri che non vorresti mai fare. Uno di questi, penso per la maggior parte delle persone, [...]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"> Il girocollo &#8221; Molecole &#8221; </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono alcuni incontri che non vorresti mai fare. Uno di questi, penso per la maggior parte delle persone, sia imbattersi all&#8217;improvviso in una enorme ragnatela a soli 2 centimetri dal proprio naso.<br>Di sicuro vi saranno incontri peggiori, ma certamente questo non sta ai primi posti nella graduatoria degli incontri perfetti.<br>Era una bella mattina di novembre quando decisi di andare a fare due passi in campagna.<br>In questa stagione la natura è nel momento in cui tutto si trasforma; le chiome degli alberi mutano di colore, la vegetazione al completo saluta il colore verde caratteristico dell&#8217;estate e si accende di sfumature dorate che vanno dal giallo oro al marrone cioccolato.&nbsp;<br>Durante la notte, fino alle prime ore dell&#8217;alba, vi era stato un piacevole temporale.<br>Dico piacevole perché era un temporale di &#8220;compagnia&#8221;, di quelli che non fanno lampi troppo luminosi né tuoni troppo fragorosi; il tutto era soffuso ed anche la pioggia cadeva con delicatezza senza dare fastidio, anzi quasi di compagnia.<br>Detto ciò, eccomi nuovamente in mezzo alla natura, avvolto da tutti quegli odori e profumi che solo la campagna umida e volta all&#8217;inverno sa dare. Notai un bellissimo e maestoso albero; non so che albero fosse, ma era molto grande e possente; mi avvicinai.&nbsp;<br>Il tronco era decisamente grande, probabilmente avrei avuto bisogno di altre due persone per abbracciarlo.&nbsp;<br>La corteccia estremamente rugosa era ancora umida dalla nottata.<br>Gli girai intorno come per salutarlo e per meglio osservarlo, quando ecco d&#8217;improvviso il piacevole incontro.<br>Fra due rami, all&#8217;altezza dei miei occhi, si estendeva in tutta la sua bellezza una fantastica ragnatela. Detto così, direte voi, di bello una ragnatela nulla può avere. Questa invece, vi assicuro, era fantastica. Innanzitutto era un&#8217;opera di ingegneria di altissimo livello, ma a catturare la mia attenzione furono le mille perle lucenti dai riflessi magici sospese nei suoi fili. “Come è possibile?” pensai.&nbsp;<br>Mi avvicinai ancora di più e vidi che il temporale della notte aveva, con un lavoro d’artista, cosparso di goccioline d&#8217;acqua l&#8217;intera ragnatela e le gocce più grandi le aveva riservate per le parti più importanti, per i giunti principali e gli snodi direzionali. In poche parole ero di fronte ad un&#8217;opera d&#8217;arte, un incrocio fra il quadro e la scultura che solo la natura con la partecipazione di tutti i suoi elementi al completo può fare.<br>Da parte mia ho messo del mio meglio; non potevo certo sperare di raggiungere quella bellezza, ma la tentazione era tanta e questo è quanto di meglio sono riuscito a fare in ricordo di quell&#8217;improvviso, inatteso e magico incontro.<br>Girocollo &#8221; Molecole &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alberto Cotogno<br></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca: &#8220;Molecole&#8221; è un pezzo unico. Ha partecipato nel 1999 al Tahitian Pearl Trophy; non ha vinto, ma ha raggiunto la selezione finale.<br>La struttura principale è realizzata in oro bianco, tutti gli incroci sono realizzati come snodi mobili in modo che il girocollo si adatti al collo di chi lo indossa. Ogni incrocio è impreziosito da un piccolo diamante naturale taglio a brillante. Diciotto perle di Tahiti multicolor ricordano le grandi gocce di rugiada.</p>
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		<title>Alabarda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 15:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche anno fa ero a spasso per la città di Torino. E’ una città che conosco poco e così, avendo qualche ora a disposizione[…]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La collana Alabarda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche anno fa ero a spasso per la città di Torino.&nbsp;<br>E&#8217; una città che conosco poco e così, avendo qualche ora a disposizione, mi incamminai per le vie del centro.&nbsp;<br>Scoprii una città molto bella, con una architettura d&#8217;altri tempi, direi aristocratica; non a caso fu la prima capitale d&#8217;Italia.&nbsp;<br>Mi trovavo in piazza Castello quando sulla facciata di Palazzo Reale leggo una targa: &#8221; Armeria Reale &#8220;.&nbsp;<br>Incuriosito entro e scopro, all&#8217;interno di un palazzo bellissimo, una incredibile collezione di armature e di armi fra le più ricche al mondo. Vi sono lance, spade ed alabarde. Ce ne sono di tutte le taglie e misure, alcune famose, appartenute a personaggi illustri ed altre quasi sconosciute. Per un bambino che ama i soldatini sarebbe un incanto.&nbsp;<br>Ebbene sì, devo confessarlo, quando ero bambino il gioco dei soldatini è stato per anni il mio passatempo preferito.<br>Mi ricordo delle interminabili ore passate a giocare, nella mia camera, con i soldatini, ad organizzare attacchi e difese, guerre ed intere battaglie.&nbsp;<br>Non avevo un periodo storico di preferenza, o almeno ora non ricordo; quello che è ben presente nella mia mente sono le ore passate in silenzio, lavorando con la fantasia da bimbo per inventare inimmaginabili scene di battaglia con centinaia di piccoli amici di plastica.&nbsp;<br>Era come avere a disposizione un esercito in miniatura tutto mio e con lui raccontare e costruire storie di pura fantasia.<br>Mi riprendo e torno con la mente, e non solo con la mente, all&#8217;osservazione delle armi, delle varie fogge e forme, quando la strana punta di un’alabarda cattura la mia attenzione. E&#8217; molto simile a quella che aveva, quaranta anni fa, la lancia di un mio soldatino a cavallo.<br>Un inserviente mi fa un cenno; guardo l&#8217;ora e mi accorgo che è orario di chiusura. Con un po&#8217; di dispiacere termino la visita ed esco da questo bel museo.<br>Sono in macchina e, guidando verso casa, ripenso alle stranezze della giornata. Non riesco a non pensare alla forma dell&#8217;ultima alabarda.&nbsp;<br>Accosto in una piazzuola d&#8217;emergenza ed inizio a disegnarla.<br>Da una, le alabarde diventano due, poi tre e così via il foglio si riempie di strane punte e forme stilizzate di lance.<br>Arrivato a casa, o meglio, nel mio studio, osservo i disegni fatti in macchina. Uno di questi mi piace; lo allungo smagrendolo, poi lo divido in due e lo riassemblo come fosse davanti ad uno specchio ed ecco fatto.&nbsp;<br>Ho davanti a me una bella forma; non è nuova, ma è ricca di storia.&nbsp;<br>E&#8217; una forma che ha il sapore medioevale e cavalleresco delle armi viste al museo ed al contempo è sinuosa e gentile con nulla di offensivo e tagliente.<br>Ne disegno 8 e fra l’una e l&#8217;altra disegno dei cerchi come fossero perle. Per dare maggiore luce rivesto le lance con diamanti bianchissimi e, per esaltare il contrasto fra il chiaro e lo scuro, alterno delle perle di Tahiti dai colori tendenti al verde ed all&#8217;obergine.&nbsp;<br>Mi piace. E’ un gioiello che possiede sia lo spirito audace dei cavalieri d&#8217;un tempo, sia lo spirito magico delle principesse. Lo chiamerò &#8221; Alabarda &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca: la collana &#8220;Alabarda&#8221; è un pezzo unico. E&#8217; realizzata in oro bianco e diamanti naturali taglio a brillante. Le Perle sono Tahitiane della qualità Poe Rava.</p>
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		<title>Metropolis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 14:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Probabilmente lo avete già capito, ed è vero, mi piace viaggiare. E' un po' che ci conosciamo e chi ha avuto [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Anello Metropolis</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente lo avete già capito, ed è vero, mi piace viaggiare. E&#8217; un po&#8217; che ci conosciamo e chi ha avuto la pazienza di leggere qualche mio post passato, sicuramente ne è al corrente.<br>Viaggiare ricarica lo spirito, dà ossigeno al cervello e mette di buon umore. Questo è almeno quello che penso e provo tutte le volte che parto e torno da un viaggio.&nbsp;<br>Il mondo è un così immenso regalo che merita di essere assaporato dai meandri più vicini ai tramonti più lontani.<br>Anche questo già sapete ed avete capito che quando viaggio colgo l&#8217;occasione per immagazzinare più esperienze possibili.&nbsp;<br>Mi piace guardare il volto delle persone che incontro, respirare odori sconosciuti, registrare colori improbabili e fotografare con la mente di tutto.&nbsp;<br>Il mondo è uno spettacolo incredibile, pieno di contrasti e di paesaggi da sogno.<br>Fra tutte le città esistenti, o almeno fra quelle che ho conosciuto, trovo New York una delle più controverse ed allo stesso tempo affascinanti.<br>Proprio da una fotografia di questa città è nato il gioiello che oggi vi presento.<br>Il suo nome è &#8221; Metropolis &#8221; è già questo è un buon indizio.<br>Mi trovavo in uno strano luogo della città; ero sotto un ponte. Solitamente quando si dice &#8221; sotto un ponte&#8221; non ci si aspetta nulla di buono anzi, la frase ricorrente &#8220;vado a vivere sotto un ponte&#8221; sarà anche molto romantica e bohemienne, ma sicuramente non è l&#8217;augurio che fareste ad un vostro amico.<br>Per me, quell&#8217;insolito posto di osservazione è stato il punto di partenza per una nuova idea.<br>Il ponte, specchiandosi nelle acque del fiume Hudson, si raddoppiava e il suo arco formava un cerchio molto simile a quello di un anello. La sagoma del ponte nascondeva tutta la città bassa ed i grattacieli più alti sembravano ergersi dal ponte stesso. La luce del tardo pomeriggio faceva il resto illuminando, con gli ultimi raggi radenti della giornata, alcune facciate dei palazzi e lasciandone altre nell&#8217;oscurità.<br>Tornato nel mio studio mi misi al tavolo da lavoro, ma i disegni, in questo caso, non furono molti. Nella mente era tutto ben presente.&nbsp;<br>La sintesi fu quasi immediata e questo è quello che è nato: l&#8217;anello &#8221; Metropolis &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca: l&#8217;anello &#8220;Metropolis&#8221; è un Pezzo Unico.&nbsp;<br>E&#8217; realizzato in oro giallo ed ebano naturale.</p>
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		<title>Insieme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 14:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo fa incontrai nel mio studio un collezionista d'arte, amante delle avanguardie e della scultura monumentale. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Anello Insieme</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tempo fa incontrai nel mio studio un collezionista d&#8217;arte, amante delle avanguardie e della scultura monumentale. Ragionando e guardando alcune delle mie sculture in acciaio, la conversazione scorreva piacevole e molto interessante. Ad un certo punto mi fece questa domanda: “Se tu dovessi partire per andare a vivere su di un&#8217;isola e potessi portare con te solo una delle tue sculture, quale porteresti?“ Rimasi un pochino sconcertato, non sapendo cosa rispondere.&nbsp;<br>O meglio, sapevo esattamente cosa e come rispondere, ma non stavo parlando con un amico e di conseguenza un po&#8217; di buone maniere sono sempre, o quasi sempre, d&#8217;obbligo.<br>Mi chiedevo come fosse possibile questa domanda da parte di una persona sensibile e, suppongo, vicina all&#8217;arte.&nbsp;<br>Si sa, o meglio si dovrebbe sapere, che per un artista ogni sua scultura è quasi come un figlio.&nbsp;<br>Per lei non hai dormito notti intere, hai passato ore ed ore sui fogli da disegno in cerca della forma perfetta, hai litigato con tutti perché nei giorni della ricerca sei intrattabile, hai elaborato decine di bozzetti e modelli e adesso? Dovrei sceglierne una, rinnegando e salutando, come se niente fosse, tutte le altre? Impossibile!!!<br>Rispondo educatamente che, non potendo sceglierne una soltanto, le lascerei tutte al loro destino e partirei per l&#8217;isola portando con me solo dei fogli bianchi ed alcune matite.<br>La conversazione termina, ci salutiamo ed io respiro a pieni polmoni.<br>Sono ancora con la testa rivolta al dialogo intercorso quando poso lo sguardo su una mia scultura e sorrido.<br>E&#8217; in acciaio e granito dal colore blu, si chiama &#8220;Meditazione&#8221;. Le parlo e le dico: “Medita, medita che se dovessi partire per l&#8217;isola probabilmente non ci vedremo più”.&nbsp;<br>Dal dialogo passo a disegnare il suo profilo ricercando mentalmente le linee tracciate al tempo della sua realizzazione.<br>Mi piace il suo nome, a ben guardarla è immediato il collegamento. E&#8217; una scultura antropomorfa, in cui un uomo, appoggiato e quasi seduto sopra il suo passato, osserva il futuro. E&#8217; un uomo in meditazione che sa di essere ben oltre la metà del suo tempo terreno ed incuriosito scruta il vuoto davanti a sé cercando la linea dell&#8217;orizzonte.&nbsp;<br>Mentre la mente vola, i disegni popolano i fogli bianchi e quasi come in un gioco di riflessi disegno la scultura come se fosse davanti ad uno specchio. La forma antropomorfa dell&#8217;uomo si raddoppia, il tempo si dilata e l&#8217;orizzonte si allontana. Ho trovato il modo per dilatare il tempo, basterebbe mettersi davanti ad uno specchio e tutto quello che è stato vissuto si ribalta davanti a noi ed è ancora lì ad aspettarci per essere vissuto nuovamente. Fosse così facile!<br>Osservo gli ultimi disegni e non sono affatto scontati, anzi, hanno qualche cosa che li rende interessanti.&nbsp;<br>La simmetria delle forme crea nuovi spazi circolari; l&#8217;uomo, specchiandosi, diventa un&#8217;unica forma che ricorda una mezza luna. Mi concentro e disegno ancora, arrotondo le forme, disegno altri cerchi opposti fra loro e tutto funziona.&nbsp;<br>Poco dopo davanti a me ho una nuova forma, che è nata dalla scultura, ma è meno impegnata e più sensuale.<br>Potrebbe essere una madre che stringe i suoi bimbi o potrebbe essere un ponte che unisce due persone. E&#8217; nato un anello ed è quello che vi presento. Anello &#8221; Insieme &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca: l&#8217;anello &#8221; Insieme &#8221; è un &nbsp;Pezzo Unico ed è realizzato in oro bianco con 110 diamanti naturali taglio a brillante per il peso totale di 7,24 carati.<br>Realizzato nel nostro laboratorio orafo Cotogno+Cotogno ha il punzone di fabbrica &lt;50 NO&gt;.<br>Nella foto di sinistra: Scultura &#8221; Meditazione &#8221; Granito ed acciaio inox con cavi in acciaio inossidabile.<br>Anno 1994. Scultore: Alberto Cotogno</p>
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		<title>Tennis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 11:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti probabilmente sapete che cos’è il " bracciale Tennis " e quando lo sentiamo nominare ci vengono alla mente [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il bracciale &#8221; Tennis &#8220;.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti probabilmente sapete che cos’è il &#8221; bracciale Tennis &#8221; e quando lo sentiamo nominare ci vengono alla mente immagini di gioielli bellissimi.<br>Penso che tutti i produttori di oreficeria o di gioielleria al mondo ne abbiano almeno uno nel loro campionario.&nbsp;<br>Alcuni sono esili, altri sfarzosi, altri ancora montano brillanti da urlo; hanno una infinita varietà di prezzi, possono essere bracciali per quasi tutte le tasche e potrebbero costare addirittura quanto un aereo.<br>E&#8217; una scala infinita di prezzi per un prodotto quasi sempre uguale o simile a se stesso.<br>Mi chiedo: com&#8217;è possibile che nessuno abbia voluto o cercato di inventare qualche cosa di nuovo?&nbsp;<br>Luogo comune del bracciale Tennis è il gioco di riflessi creato da tanti brillanti, uno vicino all&#8217;altro, che avvolgono con la loro luce il polso di una donna.<br>Nel mio studio, alla destra del tavolo da lavoro, c&#8217;è un basamento con sopra una scultura. E&#8217; li da anni e da anni mi vede andare e venire. &#8221; Equilibrio &#8221; è una mia scultura del 1994 realizzata in legno e verniciata di colore rosso. Si compone di due piramidi sovrapposte trattenute quasi magicamente in quella posizione da cavi in acciaio in tensione.<br>Proprio il sorreggersi quasi magicamente di una piramide sull&#8217;altra è stato l&#8217;inizio per questo nuovo studio.<br>Il disegno è nato quasi di getto; le problematiche, in questo caso, le ho trovate tutte nelle varie fasi della realizzazione.<br>Intorno al polso ho fatto girare una lunga serie di piccole piramidi accostate una all&#8217;altra e sopra ogni piramide ho inserito una pietra. La pietra e la piramide dovevano avere fra loro la giusta proporzione affinché le piramidi si sfiorassero senza mai toccarsi. Così facendo anche le pietre montate sulle piramidi si sarebbero sfiorate, ma mai urtate.<br>Bene, sul disegno tutto funzionava e le pietre (i brillanti) tutti vicini fra loro formavano un unico raggio di luce. Guardando il bracciale dall&#8217;alto, si vedono a fianco di ogni pietra due piani in oro lucido che, oltre a trattenere i brillanti, conferiscono al bracciale un senso di linearità e lucentezza senza fine.<br>Guardando il bracciale lateralmente, tutte le piccole piramidi accostate appaiono come tanti piccoli triangoli che si rincorrono a formare un unico ingranaggio.&nbsp;<br>Ora la difficoltà era mantenere questa linearità e lucentezza intorno ad un polso.<br>Molti sono stati i tentativi e molte le prove che ho fatto e, finalmente, dopo molti e molti prototipi sono riuscito a raggiungere un buon risultato. Ora il bracciale si muove armoniosamente sul polso ed i brillanti formano un fascio di luce continua.<br>Non è stato facile, ma ora, osservando il bracciale finito, penso che sia proprio bello e che possa confrontarsi con tutti i bracciali Tennis finora realizzati.&nbsp;<br>Ho realizzato questo bracciale sia con brillanti bianchi, sia con brillanti neri, più grandi e più piccoli e devo dire che la forma resiste e la luce è continua.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca:&nbsp;<br>&#8211; anche per la chiusura non mi sono accontentato di quello che il mercato offriva; ho disegnato una chiusura dedicata dove tutti i castoni, a forma di piccole piramidi, si possano liberamente muovere.</p>
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		<title>Girovago</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 11:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il girocollo Girovago nasce da una strana coincidenza. Alla base di tutto vi è un viaggio in Cina. Un giorno, un carissimo amico [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il girocollo &#8221; Girovago &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il girocollo Girovago nasce da una strana coincidenza. Alla base di tutto vi è un viaggio in Cina.&nbsp;<br>Un giorno, un carissimo amico d&#8217;infanzia mi chiede, hai voglia di venire a fare un giro in Cina?&nbsp;<br>Dapprima lo guardo un po’ meravigliato ma quando un amico Vero ti chiede una cosa che sembra assurda le dai senso e rispondi di si.&nbsp;<br>E&#8217; iniziato così, quasi per gioco o per scherzo e ci siamo ritrovati in aereo. Del viaggio in aereo ricordo solo quello che ho visto dal finestrino dopo un lungo sonno. Eravamo ormai nei pressi di Pechino quando da lontano, nel cielo sopra la città, potevo vedere solo una enorme nuvola nera. Il mio vicino di posto, visto il mio stupore mi dice che è normale, quella nuvola è lo smog e la schifezza che riempie l&#8217;aria oscurandola fino a renderla irrespirabile. Bene! Era proprio in sintonia con i viaggi che amo, quelli in paesi incontaminati dove la natura la fa da padrona. Ma tant’è, ormai era troppo tardi per cambiare idea.<br>Pechino è stata la nostra prima tappa. Magica e ricca di storia dalle architetture tanto diverse.&nbsp;<br>La Città Proibita, il Palazzo d’estate, il Tempio del cielo i Templi della Terra, del Sole e della Luna sono imperdibili ed indimenticabili, intrisi di storia e di fascino puro.<br>Ci si ritrova catapultati indietro nel tempo e tutto sembra cristallizzato ed immutato.<br>La tappa alla grande muraglia è d’obbligo. Bellissima e maestosa. Impressionanti sono le dimensioni e le difficoltà tecnico-costruttive affrontate per erigere una tale enorme opera. Il respiro di lontane battaglie è tuttora presente e mi ha piacevolmente impressionato.<br>Xian, con l’esercito dei guerrieri in terracotta è magico.<br>Hong Kong, quando la visitai non era ancora cinese.<br>Macao è come tornare a casa, ha il sapore di un vecchio borgo della vecchia Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Shanghai è enorme, caotica e piena di vita. Molto diversa da quella che immaginavo. E’ come trovarsi in una simil-copia di New York.<br>Quanzhou dall’enorme porto commerciale è una delle tante mega-città cinesi, caotiche, smoggose con decine di migliaia di piccoli cinesi in bicicletta.<br>Una brevissima parentesi sul cibo la devo fare; basti pensare che tutto ciò che vola, cammina e striscia si mangia. Si, scarafaggi, scorpioni, formiche e vermi,cavallette, cani, gatti, zampe di gallina e serpenti inclusi. Il loro piatto preferito è il cervello di scimmia servito ancora caldo.<br>Non mi sono fatto mancare quasi nulla, ma di questo non ne sono fiero e sicuramente non avrei più il coraggio di ripetere i vari assaggi consigliati.<br>Il viaggio di ritorno è stato un lungo e profondo sonno.<br>Sono a casa e penso a quest’ultima strana vacanza, così diversa da tutte le altre. In fondo, quello che ho visto della Cina mi è piaciuto e sicuramente mi ha arricchito di esperienze, scorci di vita che non avrei mai immaginato. Prendo l’atlante e cerco le città che ho visitato segnandole con un pallino ed unendole con una linea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così facendo ricostruisco visivamente, sulla carta geografica, l’iter del viaggio e la posizione delle città visitate.<br>Guardo quello che ho disegnato e non vedo pallini e linee ma, perle e filo d’oro. Per meglio spiegarmi, i pallini sono diventati delle perle ed il tragitto del viaggio, la linea tracciata dell’itinerario, la immagino ricoperta di diamanti.&nbsp;<br>Sarà stato il get lag ancora in essere, saranno stati gli incantevoli templi della cultura cinese, o forse la fantasia ha molto lavorato, ma così è andata.&nbsp;<br>Quel disegno fatto a memoria del viaggio si è trasformato in un girocollo intorno ad un collo fantasma mosso dal vento che si respira sulle sponde del Fiume Giallo, il più grande fiume della Cina.<br>L’ho chiamato “ Girovago “ e questo è il girocollo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli</p>
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		<title>Dunee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 11:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se qualcuno avesse mai vissuto l’esperienza di stare nel deserto, lo sa: diventi e ti senti piccolo piccolo.[...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La spilla &#8221; Dunee &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se qualcuno avesse mai vissuto l’esperienza di stare nel deserto, lo sa: diventi e ti senti piccolo piccolo. Quasi non esisti più; tutto quello che sei, il tuo aspetto, la tua mente, il tuo corpo, diventano veramente minuscoli.&nbsp;<br>E’ incredibile come tutto quello che è fisico sembri scomparire per lasciare posto ai sentimenti che al contrario si ingigantiscono e sembrano senza confini. Potresti essere nudo o vestito, non te lo ricordi; tutto cambia, ed il tempo, lo spazio, tu stesso ti dilati e ti annulli. Passare la notte nel deserto, senza luci, illuminati dalla luna e dalle stelle è un’esperienza indimenticabile.<br>L’attrice protagonista nel cielo africano è senza ombra di dubbio la luna. E’ così grande e vicina che se sai ascoltare, ma se anche non lo sai fare lo impari subito, ti sussurra il suo canto nel silenzio assoluto, avvolto dalle ombre delle dune sabbiose.&nbsp;<br>E’ una luna enorme che, se possibile, ti fa sentire ancora più piccolo, ma in sintonia con lei. Hai voglia di parlarle e le parli.&nbsp;<br>Ti confidi e le sveli i tuoi più intimi segreti ed i tuoi più fantastici sogni. E mentre sei lì che le parli, senti dentro di te che lei è già al corrente di tutto e come una grande amica ti ascolta per ore ed ore. Ti senti diverso e forse lo sei, ti senti buono, ti senti aperto al mondo, ti senti in contatto con la natura e con il fantastico magico mondo della creazione.&nbsp;<br>Nella tua mente ringrazi tutti, ringrazi la terra, i tuoi genitori, se sei religioso sai chi ringraziare, ringrazi gli amici lontani, le persone che hai amato e quelle che ti hanno amato, ringrazi le persone che non senti da tempo e soprattutto ringrazi l’universo e la forza che ti ha permesso di vivere e di vedere questo indescrivibile spettacolo.<br>Dopo alcune magiche ore senza preavviso, lentamente la luna toglie il disturbo e tramonta all&#8217;orizzonte. Vorresti rincorrerla per abbracciarla; ti alzi, la saluti, la ringrazi e ti ritrovi con le lacrime al volto in un sorriso di gratitudine.<br>Poco dopo nuovamente ti sdrai e tutto è cambiato: il cielo è paurosamente profondo e nero e miliardi di stelle luminosissime sono comparse e ti guardano. Sembrano danzare, quasi fossero dei piccoli fari luminosi; si divertono e giocano aumentando la loro luce e subito dopo diminuendola come se si parlassero o come se cercassero di parlare a te che sei lì sotto piccolo piccolo e quasi ti senti nuovamente ipnotizzato dalla loro bellezza e da questa rappresentazione naturale di una danza magica di luci.&nbsp;<br>Prima o poi il sonno ti coglie e chiudi gli occhi. E mentre sei nel dormiveglia, ti senti al sicuro circondato da mille volti amici che da lontano ti guardano e ti salutano augurandoti la buona notte.<br>Ecco, in questo gioiello ho cercato di portare la magia di questa fantastica esperienza che ho avuto la fortuna di vivere.<br>La spilla Dunee è realizzata in platino con la superficie materica come la sabbia delle dune nel deserto della Namibia.<br>Distesi, in ordine sparso, come le stelle nel cielo, vi sono 13 luminosissimi e bianchissimi diamanti.<br>La luna non c’è, o almeno non visivamente, ma sicuramente è lì, nascosta, che ci guarda ed accompagnandoci vive con noi e scopre il nostro mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alberto Cotogno<br></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>
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		<title>Totem</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 11:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come già vi dicevo, l'ispirazione per la realizzazione di un nuovo gioiello la vado a cercare molto frequentemente fra i disegni[...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il girocollo “ Totem “.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come già vi dicevo, l&#8217;ispirazione per la realizzazione di un nuovo gioiello la vado a cercare molto frequentemente fra i disegni delle sculture che ho realizzato.<br>Quello di cui oggi scriverò riguarda proprio come dalla scultura &#8220;Affinità di pensiero &#8221; realizzata in bronzo nel 1992, sia nato il girocollo &#8221; Totem &#8220;.<br>&#8220;Affinità di pensiero&#8221; mi è sempre stata particolarmente vicina. Innanzitutto è del 1991/1992, anni nei quali trovai il mio stile e la mia calligrafia di scultore.<br>E&#8217; la seconda scultura che ho realizzato in bronzo ed è fra le prime in cui compaiono i cavi in acciaio in tensione.<br>Il mio professore di scultura e maestro di vita Carlo Mo, sempre pronto all&#8217;analisi costruttiva ed alla severa critica, come farebbe qualsiasi buon padre verso il proprio figliolo, ha avuto in questa occasione parole di incoraggiamento e potrei dire addirittura di plauso.&nbsp;<br>A questo punto, dopo questa serie di eventi e consapevole di avere segnato un punto nel cuore del mio caro maestro, come potrei non amare questa opera a me tanto cara!<br>La scultura è composta da una stele compatta trattenuta ed orientata in una certa posizione da sei cavi in acciaio ancorati al terreno in uno sforzo di tensioni che ne fanno un tutt&#8217;uno. Così sia la stele che il terreno si uniscono e vivono nel caldo colore del bronzo lucente.&nbsp;<br>Un giorno ero nel mio studio e, brancolando nel buio della mente vuota, stavo cercando un&#8217;idea per un nuovo gioiello.<br>Mi trovai di fronte ad &#8221; Affinità di pensiero &#8220;, la guardai e le dissi sorridendo: “Dai, dammi una mano, noi che siamo vecchi amici! Aiutami, suggeriscimi qualche cosa”.&nbsp;<br>La osservai con maggiore attenzione, quasi mi aspettassi realmente una risposta, e mi misi a pensare. La superficie di bronzo era sagomata e poteva anche, con una buona dose di fantasia, sembrare un volto o addirittura una persona. Le mancavano però tre cose; le mancavano gli occhi, le orecchie e la bocca con la quale suggerirmi l&#8217;idea.<br>E da qui invece, ecco proprio l&#8217;idea che aspettavo.&nbsp;<br>Subito mi sono messo a disegnare un stele molto simile a quella della scultura, ma con l&#8217;aggiunta delle parti mancanti.&nbsp;<br>Le orecchie, gli occhi e la bocca sono dei fori e quindi ho apportato alla stele tre grandi fori quadrati passanti. Ecco, ora la stele non era più solo forma scultorea, ma tramite i suoi buchi poteva ascoltare, guardare ed addirittura comunicare.<br>Inoltre, così facendo, quando verrà indossata sopra abiti dai colori diversi o sopra la pelle nuda cambierà sempre il suo modo di essere e di apparire.<br>I buchi effettuati dividono in modo simmetrico la stele in tre parti.&nbsp;<br>Le ho guardate con occhi nuovi e, come farebbe un pittore con il colore più bianco e lucente della sua tavolozza per esaltare la luce, ho utilizzato dei brillanti bianchissimi per definire le forme. I diamanti sono posizionati a scacchiera, in modo asimmetrico per creare un ulteriore gioco fra chiaro e scuro, oltre al gioco già presente dei pieni e dei vuoti.<br>Un semplicissimo filo in oro e brillanti passando attraverso la stele la trasforma da scultura in gioiello.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca, il girocollo &#8221; Totem &#8221; è un pezzo unico. E&#8217; realizzato in oro bianco e diamanti naturali con taglio a brillante.</p>
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		<title>Messaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Cotogno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 11:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ero nel mio studio, la giornata era fredda ed uggiosa ed il mio umore non era propriamente ai massimi livelli. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il ciondolo &#8221; Messaggio &#8220;.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ero nel mio studio, la giornata era fredda ed uggiosa ed il mio umore non era propriamente ai massimi livelli.&nbsp;<br>Per alleviare la situazione ascolto un po’ di buona musica, quando la radio propone &#8220;Message in a Bottle&#8221;, un brano del 1979 scritto da Sting e la giornata già mi sembra un pochino meno brutta.&nbsp;<br>La canticchio ed inizio a disegnare.&nbsp;<br>Senza troppa fantasia disegno una bottiglia contenente un foglio di carta fra i flutti del mare.&nbsp;<br>Bene, potrebbe essere un buon punto di partenza. I disegni a venire sono tutti improntati sul tema del mare, le onde, i flutti e gli scogli. Quasi senza accorgermene la mia mano, inconsciamente, traccia sul foglio bianco la linea del profilo di un oggetto che tutti conosciamo, estremamente rappresentativo e ricco di significato:&nbsp;<br>il faro.<br>Già da quando eravamo bambini viveva nei nostri giochi ed era presente nelle favole che i nonni ci raccontavano. Ricordo le tante volte in cui, con gli amici dell&#8217;estate, mi sono arrampicato sulla scogliera per vedere quello che vedeva ‘lui’. Gli adulti, quando devono rafforzare le proprie ragioni, lo citano ed addirittura, quando vogliono fare un complimento ad una persona in età avanzata, dicono che è stato come un faro.&nbsp;<br>In navigazione di notte, magari in una notte fredda e piovosa con il vento che urla nelle orecchie, il solo scorgerlo cambia tutto, il cuore si calma e la pace torna nella mente.&nbsp;<br>E’ incredibile come una luce nel buio possa cambiare ed addirittura capovolgere una situazione ed infondere una sensazione di serenità e di casa.<br>Bene, avevo vagato abbastanza con la fantasia, ma avevo nel contempo trovato la forma per un nuovo gioiello. Sarebbe stata un cilindro, puro ed essenziale, che si ergeva maestoso sopra una piccola isola lucente.<br>Ero soddisfatto di quello che avevo disegnato, ma non era sufficiente, mancava qualche cosa.<br>Mi venne in mente che ogni signor faro, per essere tale, deve avere il suo guardiano.<br>E&#8217; un personaggio mitico e leggendario, citato in mille libri ed in altrettanti film. E&#8217; l&#8217;anima del faro. Vive quasi da eremita, conosce il mare ed i suoi segreti meglio di ogni altro essere umano.<br>Bene, avevo messo a fuoco il secondo imprescindibile elemento. Ritornando con il pensiero a Sting, decido che questo ciondolo non dovrà solo ricordare il faro, ma dovrà portare con sé un messaggio segreto che solo pochissimi conosceranno.&nbsp;<br>Prendo un pezzetto di carta, lo arrotolo e lo inserisco nel cilindro. Ecco fatto, ho trovato il mio messaggio e la mia bottiglia.<br>Da qui è stato semplice armonizzare il tutto e far nascere il ciondolo che, con poca fantasia, ho chiamato &#8221; Messaggio &#8220;.<br>E&#8217; un cilindro in oro rosa appoggiato sopra una piccola isola di madreperla. Al suo interno vive, e questo è conosciuto solo da chi lo possiede, il cartiglio con iscritto il messaggio segreto.<br>Questo è il ciondolo &#8221; Messaggio &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Alberto Cotogno<br></em></strong>Scultore e disegnatore di gioielli.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per la cronaca: il ciondolo &#8220;Messaggio&#8221; è realizzato in oro rosa e zaffiri rosa naturali. L&#8217;isola su cui poggia è un disco di madreperla. In seguito è stato realizzato in oro bianco, diamanti naturali taglio a brillante e topazi azzurri. Al suo interno vive sempre il mitico cartiglio, in attesa di parole sincere.</p>
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